Comunicato Stampa Legambiente Lombardia 29/9/17

Creato: 03 Ottobre 2017
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Dal 1 Ottobre entrano in vigore le misure antismog di Regione Lombardia

COMINCIA LA STAGIONE DELLO SMOG CON I PRIMI SUPERAMENTI DEI LIMITI DI PM10

Legambiente: “Non ci sono scuse, la Lombardia con 2,3 milioni di auto diesel non può dare la colpa dell’inquinamento alle stufe a legna”

Mai così tante auto diesel in Lombardia. Ancora oggi nelle vendite fanno la parte del leone, con una tendenza che prosegue ininterrotta da ormai due decenni. A nulla è servita l’evidenza della scomoda verità emersa dai vari “dieselgate”: i test per l’omologazione dei veicoli a gasolio sono risultati essere puramente una formalità, quando su strada queste motorizzazioni emettono molti più ossidi d’azoto del dichiarato. D’altro canto finché le norme che limitano la circolazione ai veicoli più inquinanti rinviano sempre all’anno successivo il blocco dei diesel, i cittadini in Lombardia continueranno a comprare automobili con questo tipo di alimentazione che, anche nelle versioni più innovative, immettono in atmosfera la quantità maggiore di polveri sottili rispetto ad altri motori. Anche nel resto d'Europa la gran parte dei Paesi attribuiscono alle motorizzazioni diesel regimi agevolati per quanto riguarda la fiscalità sul gasolio (secondo l'associazione europea Transport & Environment le ridotte accise rappresentano una mancata entrata fiscale che nel 2016 ha pesato in Europa per ben 32 miliardi di euro), ma di sicuro se c'è un luogo in cui occorre un segnale chiaro di inversione di tendenza, è proprio l'inquinatissima Pianura Padana.

La conseguenza è che quest’anno sulle strade della Lombardia circoleranno ancora più diesel. Secondo i dati ACI, le immatricolazioni di autovetture diesel di proprietà dei lombardi sono cresciute fino ad oltre 2,3 milioni, rappresentando la più imponente flotta di veicoli a gasolio d’Italia. Quel che è peggio è che quasi un terzo è di classe Euro 3 o addirittura precedente. Complessivamente la motorizzazione diesel nella regione copre il 38,5% del parco autovetture e, con questi numeri, non c’è molto da aspettarsi dalle misure di limitazione del traffico che entreranno in vigore da domenica 1 ottobre. Questo nonostante il dato in controtendenza della città di Milano che in 15 anni ha visto calare di ben 100.000 unità il numero di autovetture di proprietà di milanesi. Un risultato importante, ma destinato a venire ampiamente diluito dall’aumento delle vetture del resto della Lombardia, dove invece il parco autovetture nello stesso periodo è aumentato di 700.000 unità. Legambiente sostiene senza alcun dubbio che il futuro dell’automobile è il motore elettrico ed è già un futuro a portata di mano. Per questo è assurdo che oggi le politiche contro l’inquinamento siano così poco incisive sui comportamenti di acquisto, che continuano a premiare il diesel.

«Nonostante l'accordo tra le regioni del Nord, la politica antismog continua a essere poco incisiva per quanto riguarda la strategia di uscita dal diesel – dichiara Barbara Meggetto presidente Legambiente LombardiaRegione Lombardia aveva assicurato che il blocco degli Euro 3 sarebbe scattato ben tre anni fa e poi, di rinvio in rinvio, si è scivolati a dopo le prossime elezioni regionali. Intanto, però, nonostante le misure antismog, dobbiamo prepararci ad un inverno grigio, come quelli degli anni passati o forse di più, e mettere in preventivo anche il pesante conto delle sanzioni europee».

Le nuove misure antismog di Regione Lombardia, in ottemperanza dell'accordo tra Regioni del nord e Ministero dell'Ambiente, hanno introdotto alcuni interessanti misure tra cui, in prima istanza, il blocco dei veicoli dopo 4 giorni consecutivi di superamento giornaliero di PM10. Un intervento, questo, chiesto a gran voce dalle associazioni per una maggior tutela della salute dei cittadini. Nel frattempo, però, in anticipo sulle brune autunnali e sull'accensione degli impianti di riscaldamento domestico, arrivano anche i primi superamenti. Da ieri, infatti, risultano fuori dai limiti di legge i valori registrati dalle centraline di controllo della qualità dell’aria nelle province di Milano, Pavia, Lodi e Cremona: «E adesso non ci vengano a dire che la cattiva aria che stiamo respirando è dovuta alle stufe a legna», conclude Meggetto.

Ufficio stampa Legambiente Lombardia 

 

 

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